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Bio

Nicola Ughi – Bio

Fin da bambino ho sempre amato fotografare le persone e le loro storie.
Nel 2006 ho deciso di frequentare il master in fotoreportage alla John Kaverdash di Milano. Da lì è iniziata la mia avventura.

La mia ricerca artistica (anche se scatto prevalentemente foto corporate per clienti come aziende e istituzioni pubbliche e private) è concentrata sul paesaggio e sul ritratto, come espressioni narranti del territorio.

Ho una visione estetica e simmetrica della fotografia. Non apprezzo gli errori cercati, la sporcizia ai bordi, gli elementi di disturbo e il volere essere originali a tutti i costi. Mi piace che la fotografia sia come la pittura, e infatti traggo ispirazione più da questa che da altre arti.

Sono ossessionato dalla linea del mare. La osservo fin da bambino, sia dal vivo che attraverso la ricerca dei post-macchiaioli livornesi (Natali, Lloyd, Tommasi, Domenici, Filippelli…).

Lavoro spesso in formato sedici-noni, sulle spiagge sia della Toscana che di tutta Italia. Mi fisso nel posizionare le persone sopra e sotto questa linea, come fossero trasferelli.

Mi piace il modo tutto italiano di vivere il mare, lo stabilimento, l’estensione anche un po’ kitch della spiaggia come fosse un giardino pubblico, dove babbi e mamme, nonni, nonne e zie, si curano della prole come eterne balie, specialmente sui miei litorali, quelli pisani e livornesi, dove il “bimbo” è bimbo fino a 50 anni.

Amo la panoramica, quella cosa che si fa costruendo un’immagine dall’unione di diversi scatti. Mi sembra che somigli alla foto di una volta, quella in pellicola, che fino a quando non sviluppavi non sapevi com’era. La panoramica porta nel digitale quell’esperienza meravigliosa. L’opera nasce dalla tua volontà e dalla tua capacità di unire insieme gli scatti secondo un criterio tutto tuo.

Ho lavorato a Lucca per più di 15 anni. Adesso mi sono spostato in una dependance nel parco di una villa storica della provincia di Pisa (Pontasserchio), dove realizzo still life e ritratti emozionali grazie anche ai vari angoli che mi offre questa splendida location.

Perché scegliermi

Un fotografo professionista non viene scelto solo per la qualità e lo stile delle proprie immagini, ma anche per la capacità di gestire le situazioni e risolvere i problemi di un cliente. Che cosa ci si aspetta da un professionista? Che sia in grado di gestire la luce in situazioni difficili, che sia dotato di un’attrezzatura valida, che riesca a gestire un imprevisto, che sia in grado di mettere a proprio agio un soggetto da ritrarre, che trovi l’angolazione e l’inquadratura giusta per valorizzare un prodotto o una azione. È necessario anche che sia in grado di gestire le pubbliche relazioni quando è in trasferta per un cliente, che sappia parlare bene almeno l’inglese, che riesca a proporre in ogni momento una situazione alternativa. Questo è il valore aggiunto, ed è per questo che oggi molti clienti scelgono di lavorare con me.

Perché NON scegliermi

Appunto…perché no?

Fin da bambino ho sempre amato fotografare le persone e le loro storie.
Nel 2006 ho deciso di frequentare il master in fotoreportage alla John Kaverdash di Milano. Da lì è iniziata la mia avventura.    

La mia ricerca artistica (anche se scatto prevalentemente foto corporate per clienti come aziende e istituzioni pubbliche e private) è concentrata sul paesaggio e sul ritratto, come espressioni narranti del territorio.                    

Ho una visione estetica e simmetrica della fotografia. Non apprezzo gli errori cercati, la sporcizia ai bordi, gli elementi di disturbo e il volere essere originali a tutti i costi. Mi piace che la fotografia sia come la pittura, e infatti traggo ispirazione più da questa che da altre arti. 

Sono ossessionato dalla linea del mare. La osservo fin da bambino, sia dal vivo che attraverso la ricerca dei post-macchiaioli livornesi (Natali, Lloyd, Tommasi, Domenici, Filippelli…).

Lavoro spesso in formato sedici-noni, sulle spiagge sia della Toscana che di tutta Italia. Mi fisso nel posizionare le persone sopra e sotto questa linea, come fossero trasferelli.

Mi piace il modo tutto italiano di vivere il mare, lo stabilimento, l’estensione anche un po’ kitch della spiaggia come fosse un giardino pubblico, dove babbi e mamme, nonni, nonne e zie, si curano della prole come eterne balie, specialmente sui miei litorali, quelli pisani e livornesi, dove il “bimbo” è bimbo fino a 50 anni. 

Amo la panoramica, quella cosa che si fa costruendo un’immagine dall’unione di diversi scatti. Mi sembra che somigli alla foto di una volta, quella in pellicola, che fino a quando non sviluppavi non sapevi com’era. La panoramica porta nel digitale quell’esperienza meravigliosa. L’opera nasce dalla tua volontà e dalla tua capacità di unire insieme gli scatti secondo un criterio tutto tuo. 

Ho lavorato a Lucca per più di 15 anni. Adesso mi sono spostato in una dependance nel parco di una villa storica della provincia di Pisa (Pontasserchio), dove realizzo still life e ritratti emozionali grazie anche ai vari angoli che mi offre questa splendida location.

Perché scegliermi

Un fotografo professionista non viene scelto solo per la qualità e lo stile delle proprie immagini, ma anche per la capacità di gestire le situazioni e risolvere i problemi di un cliente. Che cosa ci si aspetta da un professionista? Che sia in grado di gestire la luce in situazioni difficili, che sia dotato di un’attrezzatura valida, che riesca a gestire un imprevisto, che sia in grado di mettere a proprio agio un soggetto da ritrarre, che trovi l’angolazione e l’inquadratura giusta per valorizzare un prodotto o una azione. È necessario anche che sia in grado di gestire le pubbliche relazioni quando è in trasferta per un cliente, che sappia parlare bene almeno l’inglese, che riesca a proporre in ogni momento una situazione alternativa. Questo è il valore aggiunto, ed è per questo che oggi molti clienti scelgono di lavorare con me.

Perché NON scegliermi

Appunto…perché no?